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RUBBER CONVERSION: I NUOVI PRODOTTI E I PROGRAMMI DI RICERCA PER IL 2023

Intervista a Filippo Fochesato Colombani, CTO di Rubber Conversion.


Il 2023 rappresenterà un anno importante nello sviluppo di Rubber Conversion che, dopo avere raggiunto la pubblicazione del primo brevetto e con la prossima inaugurazione della nuova linea di produzione, punta a crescere differenziando l’offerta di prodotti e servizi, sviluppati anche grazie a partnership e alla partecipazione a programmi di ricerca sostenuti dall’Unione Europea.

Abbiamo chiesto a Filippo Fochesato Colombani, Chief Technology Officer di Rubber Conversion, di raccontarci le linee guida di sviluppo della startup veronese.



Che ruolo ha la ricerca e sviluppo nel modello di Rubber Conversion?

La nostra tecnologia è molto innovativa e si basa su un metodo meccano-chimico di devulcanizzazione delle gomme. Essendo una tecnologia molto recente è soggetta a uno sviluppo continuo.

Proprio la Ricerca & Sviluppo rappresenta uno dei fattori chiave del successo di Rubber Conversion, attraverso il quale portiamo avanti continue innovazioni di processo e di prodotto per competere ed essere costantemente innovativi in un campo in continua evoluzione come quello del riciclo e del recupero dei materiali post-consumo o da scarto di lavorazione.

Oltre alla Ricerca interna, siamo anche partner di importanti gruppi internazionali - come Bridgestone e Stellantis in LIFE Green Vulcan o Scarpa in LIFE Re-Shoes - e portiamo avanti co-sviluppi all’interno di GDA con i principali gruppi di polimerizzazione e di utilizzo di mescola per individuare e sviluppare i nuovi prodotti da immettere sul mercato.


Su quali aree si concentrerà lo sviluppo di prodotto e processo?

Nel corso del 2023 ci focalizzeremo su tre filoni principali di innovazione:

  1. personalizzazioni di prodotto pensati per i singoli settori applicativi dei nostri clienti. Sul prodotto devulcanizzato con la nostra tecnologia andremo a lavorare ulteriormente sulla chimica dell’interfaccia del devulcanizzato affinché possa essere accettato in modo più efficiente, e quindi in quantitativi maggiori, nelle nuove mescole in cui deve essere inserito;

  2. affinamento del pacchetto devulcanizzante: già disponiamo di un ottimo pacchetto, ma i nuovi metodi chimici che stiamo sviluppando saranno ancora più selettivi e ancora più attenti alla cinetica di reazione e saranno specifici per i diversi tipi di gomma;

  3. estenderemo la nostra capacità di devulcanizzazione anche a polimeri che adesso trattiamo solo marginalmente, come ad esempio l’EPDM.

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